Difendersi dalle energie negative? O capirne il messaggio
- Duccio Degl'Innocenti
- 9 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Nel linguaggio spirituale si parla spesso di energie negative, come se esistessero forze esterne capaci di influenzare il nostro stato interiore. Si cercano metodi per proteggersi, rituali di purificazione, oggetti o tecniche in grado di “ripulire” l’aura.Ma questa visione, pur diffusa, si basa su un presupposto errato: che il male provenga da fuori.
In realtà, ciò che chiamiamo “energie negative” è soltanto una risonanza interiore tra ciò che siamo e ciò che ci circonda.Non serve difendersi, ma comprendere. Perché ciò che ci disturba non è altro che il riflesso di qualcosa che vibra già dentro di noi.

Le energie negative come risonanza interiore
Ogni volta che percepiamo un’influenza pesante o fastidiosa, la mente tende a cercarne la causa all’esterno: una persona, un luogo, una situazione. Ma la legge della risonanza mostra che nulla entra in contatto con noi se non trova un punto d’appoggio interiore. Le cosiddette energie negative non “attaccano”: mettono in luce ciò che è ancora fragile o disarmonico.
Cercare di respingerle senza capirne il senso significa perdere l’occasione di crescita che contengono. Ogni disturbo è un messaggio della nostra stessa coscienza: ci mostra dove una paura, un rancore o un pensiero rigido mantiene aperta una ferita.
Difendersi o osservare: due vie opposte
L’approccio comune consiste nel “proteggersi” con tecniche o strumenti esterni. Tali pratiche possono avere un valore simbolico, ma non risolvono la causa profonda. La vera protezione nasce dalla comprensione. Quando una persona vive in equilibrio interiore, nulla di esterno può turbarla davvero: l’energia resta stabile e permeabile solo a ciò che è in sintonia.
Osservare invece di difendersi è un atto di lucidità. Significa chiedersi: Perché questa persona o questa situazione mi destabilizza? Quale parte di me reagisce? Rispondere con sincerità a queste domande dissolve gran parte del peso energetico, perché porta luce là dove prima c’era inconsapevolezza.
L’energia segue la coscienza
Ogni forma di energia, “positiva” o “negativa” che sia, obbedisce alla qualità della coscienza che la percepisce. Un individuo centrato irradia equilibrio e trasforma ciò che lo circonda; uno confuso o impaurito amplifica le vibrazioni disordinate. Non sono gli altri a sottrarci energia: siamo noi che, attraverso la paura o la reazione, la disperdiamo.
Comprendere questo principio è il primo passo verso una libertà reale. Quando la coscienza si mantiene lucida e non si identifica con l’emozione, ogni forma di “attacco” perde efficacia. L’energia non è nemica: è un linguaggio che ci parla costantemente del nostro stato interiore.
L’autentica protezione energetica
La vera protezione non è una barriera, ma una trasparenza consapevole. Significa lasciar fluire ogni cosa attraverso di sé senza restare impigliati. Questo accade quando il centro interiore è stabile e non ha bisogno di difendersi.
Meditazione, silenzio, onestà verso se stessi sono gli strumenti più efficaci per questa stabilità. Non servono amuleti o formule: basta presenza. L’energia segue sempre l’intenzione. Quando l’intenzione è pura e la mente quieta, non esiste nulla che possa nuocere.
Conclusione
Le cosiddette energie negative non sono forze oscure da combattere, ma richiami di coscienza che ci invitano a riconoscere le nostre disarmonie. Invece di difenderci, possiamo imparare ad ascoltarle. Ogni sensazione di pesantezza o turbamento è un segnale che indica dove la nostra luce può ancora espandersi.
Comprendere il senso di ciò che ci disturba è la forma più alta di protezione:perché la conoscenza dissolve la paura, e la paura è l’unica vera breccia attraverso cui l’ombra entra.
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