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La legge di attrazione funziona davvero? Pensieri, desideri e realtà

Immagine del redattore: Duccio Degl'Innocenti
Duccio Degl'Innocenti
3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Se cerchi «legge di attrazione» trovi spesso una promessa molto semplice: pensa con convinzione a ciò che desideri e prima o poi lo otterrai. A volte viene detto in modo più prudente, altre volte sembra che basti visualizzare una persona, un lavoro o una guarigione perché la realtà si adegui. Capisco perché questa idea piaccia. Quando ci sentiamo impotenti, sapere che possiamo fare qualcosa è rassicurante.


Il problema è capire che cosa possiamo fare davvero. I pensieri hanno un peso nella nostra vita, ma tra desiderare un risultato e produrlo c’è una differenza enorme. Se la cancelliamo, finiamo anche per attribuirci la colpa di ciò che non siamo riusciti a evitare.


nodo che si sgomitola - spiritualità semplice

Che cosa si intende per legge di attrazione


Di solito l’espressione indica l’idea che pensieri ed emozioni attirino eventi simili: se pensiamo positivo arrivano cose positive, se abbiamo paura o pensiamo negativo attiriamo difficoltà. In questa forma diventa una regola generale capace di spiegare quasi tutto quello che ci accade.


Ma la vita di una persona non dipende soltanto dal suo stato d’animo. Ci sono le scelte degli altri, le condizioni in cui nasce e vive, il corpo, gli imprevisti e molte cause che non conosciamo. Non possiamo prendere un evento e risalire con sicurezza al pensiero che l’avrebbe attirato.



I pensieri possono cambiare qualcosa?


Sì, e non c’è bisogno di immaginare che l’universo esaudisca le richieste per accorgersene. Se penso di non poter mai cambiare lavoro, potrei smettere persino di cercarlo. Se mi convinco che una persona mi rifiuterà, potrei comportarmi in modo chiuso prima ancora di conoscerla. Un pensiero può influenzare l’attenzione, le decisioni e le azioni, e queste possono avere conseguenze reali.


Posso prepararmi bene per un colloquio e non essere scelto. Posso desiderare una relazione e incontrare qualcuno che non prova lo stesso. Il pensiero conta, ma non decide da solo il comportamento delle altre persone né tutte le condizioni in cui viviamo.



Desiderio, azione e conseguenze


Il Cerchio Firenze 77, una delle fonti principali di Spiritualità Semplice, attribuisce importanza anche ai desideri e ai pensieri. Non li considera semplici parole che passano nella testa senza lasciare traccia. Distingue però il desiderare dal compiere un’azione quando parla degli effetti che ne derivano. E chiarisce che persino chi avrebbe un potere sull’invisibile non realizzerebbe un desiderio semplicemente esprimendolo.


Questa distinzione mi sembra utile anche nella vita quotidiana. Posso capire che cosa desidero, vedere quali motivi ci sono dietro e agire dove posso. Non posso trasformare ogni desiderio in una pretesa verso la realtà. L’attrazione di cui si parla in alcuni passaggi riguarda rapporti e condizioni ben più complessi di una tecnica per ottenere quello che vogliamo.




Se succede qualcosa di brutto, l’abbiamo attirato?


Qui l’idea può fare danni. Dire a chi si ammala, perde una persona cara o attraversa una difficoltà economica che ha attirato tutto con i propri pensieri significa attribuirgli una responsabilità che non siamo in grado di dimostrare. E spesso lo si fa proprio quando avrebbe bisogno di comprensione e di aiuto concreto.


Possiamo chiederci se certe nostre abitudini o decisioni abbiano contribuito a una situazione, quando ci sono elementi per farlo. Ma questo è diverso dal trasformare ogni sofferenza in una colpa nascosta. Molte cause agiscono insieme e di solito non le conosciamo tutte. Nemmeno una prospettiva spirituale ci autorizza a diagnosticare dall’esterno perché una persona stia vivendo proprio quell’esperienza.




Allora la legge di attrazione funziona davvero?


Se con questa espressione intendiamo che il modo in cui pensiamo può influenzare come ci muoviamo nel mondo, sì, questo può accadere. Se invece intendiamo che un desiderio, una visualizzazione o la paura di qualcosa facciano arrivare automaticamente un evento, non abbiamo elementi per affermarlo. Le due idee vengono spesso mescolate, e da lì nasce molta confusione.


Per me ha più senso osservare i nostri pensieri, capire quali desideri ci muovono e scegliere come agire, sapendo che il risultato non dipende interamente da noi. Possiamo prenderci la responsabilità delle nostre scelte senza caricarci addosso il peso di tutto ciò che accade.




Se vuoi continuare a esplorare questi temi, nella guida gratuita "10 domande che possono cambiare il modo in cui guardi la vita" ho raccolto alcune idee da cui partire, senza chiederti di credere a qualcosa sulla parola.



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Duccio Degl'Innocenti è autore di sei Dio e non lo sai, fondatore di Spiritualità Semplice. 

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