Come cambia il rapporto con i figli quando diventano adulti?
Aggiornamento: 7 ore fa
Può capitare che nostro figlio ci racconti di voler lasciare un lavoro che a noi sembrava sicuro. La prima cosa che gli chiediamo è se ci ha pensato bene, poi magari scopriamo che ci pensa da mesi e che, prima ancora di parlarcene, si è già informato su quello che potrebbe fare. Per noi la notizia è appena arrivata. Per lui è il punto a cui è giunto dopo un ragionamento che ha fatto per conto suo.

Il rapporto con i figli adulti cambia anche in momenti come questo. Abbiamo passato anni a prendere decisioni che li riguardavano, perché ne avevano bisogno, e ora ci troviamo davanti a una persona che può ascoltare quello che pensiamo e scegliere comunque un’altra strada. L’affetto è ancora lì, ma cambia il modo in cui possiamo esprimerlo.
Che cosa resta del rapporto con i figli adulti?
Prendersi cura di un figlio è una delle esperienze attraverso la quale impariamo ad amare. Da piccolo ha bisogno che qualcuno lo nutra, lo protegga e si accorga di ciò che ancora non sa chiedere. L’attenzione che gli dedichiamo può maturare e diventare una capacità di voler bene che rimane anche quando il motivo iniziale di quella cura è venuto meno.
Quando un figlio è adulto, molte delle cose che facevamo per lui passano nelle sue mani, mentre la capacità di interessarci alla sua vita può continuare a crescere. Possiamo essere curiosi di sapere che cosa lo ha portato a una scelta, anche se al suo posto ne avremmo fatta un’altra. Nel tempo, quello che abbiamo imparato prendendoci cura di lui può entrare anche nel modo in cui stiamo accanto ad altre persone.
Voler bene a un figlio che sceglie diversamente
Torniamo all’esempio del lavoro. Se nostro figlio ci dice che vuole cambiare, possiamo raccontargli che cosa ci preoccupa. Magari sappiamo per esperienza quanto sia difficile vivere con entrate incerte e abbiamo qualcosa da dirgli che gli può servire. Poi possiamo ascoltare il suo ragionamento, anche se siamo ancora preoccupati. Forse ha messo da parte dei soldi, forse ha già trovato un’alternativa, oppure è disposto ad accettare per un po’ un’incertezza che noi avremmo evitato.
A volte, mentre gli parliamo, ci accorgiamo che alla preoccupazione si aggiunge il dispiacere di vedere sfumare un progetto che avevamo fatto per lui. Vale la pena riconoscerlo, perché quella parte riguarda anche noi. Possiamo continuare a essere in disaccordo e interessarci a come sta andando la sua scelta, senza aspettare che cambi idea per tornare a parlarne serenamente.
Per approfondire il rapporto fra affetto e libertà dell’altra persona, puoi leggere Attaccamento affettivo e amore.
Dare una mano quando serve
Ci saranno ancora momenti in cui un figlio adulto ci chiederà un consiglio o un aiuto concreto. Possiamo esserci, parlare di quello che possiamo fare e dirgli con sincerità dove arriva la nostra disponibilità. Se ci chiede una mano a rileggere un contratto, per esempio, possiamo fermarci a quel compito e lasciare a lui la decisione. Se ci chiede un aiuto economico, possiamo parlarne tenendo conto anche di ciò che è sostenibile per noi.
Forse è proprio in questo che il rapporto cambia di più. Prima molte responsabilità erano nostre, poi impariamo un altro modo di stare accanto a nostro figlio. A volte vuol dire dargli una mano, altre volte ascoltare come se l’è cavata e accorgerci che ha trovato una soluzione a cui noi non avevamo pensato.

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