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Attaccamento affettivo e amore: perché non sono la stessa cosa

Immagine del redattore: Duccio Degl'Innocenti
Duccio Degl'Innocenti
21 mag
Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 11 ore fa

Quando una persona ci manca molto, possiamo pensare che quella mancanza dica già tutto su quanto la amiamo. Poi magari ci accorgiamo che aspettiamo una sua risposta per stare tranquilli, che abbiamo paura delle sue scelte o che facciamo fatica ad accettare qualcosa che desidera e che ci riguarda.


È qui che può essere utile distinguere attaccamento affettivo e amore. Possiamo voler bene a qualcuno e, allo stesso tempo, chiedere alla sua presenza di rassicurarci, di farci sentire importanti o di proteggerci dalla solitudine. Capire che cosa si mescola nel nostro affetto ci aiuta a guardare il rapporto con maggiore sincerità.

Due omini a contorno verde, uno stringe un cordoncino e l’altro offre una mano aperta: attaccamento affettivo e amore

Che cosa intendo per attaccamento affettivo


In questo articolo uso l’espressione attaccamento affettivo per parlare del bisogno di trattenere una persona e ciò che la sua presenza ci dà. Mi riferisco a un aspetto che possiamo osservare nei rapporti, senza usare queste parole come una diagnosi o come una definizione di tutti i legami affettivi.


Essere legati a qualcuno, desiderare di stargli vicino e cercare conforto nella sua presenza fanno parte della vita insieme. Il punto su cui vorrei fermarmi è ciò che accade quando cominciamo a pretendere che l’altro resti come serve a noi, anche se i suoi desideri sono diversi.


Possiamo accorgercene quando una scelta che quella persona compie per sé viene vissuta soltanto come qualcosa che ci toglie. Magari sappiamo che per l'altro è importante, ma facciamo fatica a interessarcene perché siamo occupati da ciò che temiamo di perdere.



Attaccamento affettivo e amore possono convivere


Pensiamo a una persona a cui viene offerto un lavoro lontano. Siamo apparentemente contenti, sappiamo quanto lo desiderava, e intanto ci dispiace perché potremo vederla meno. Le due cose possono esserci entrambe, senza che il dispiacere cancelli l’affetto.


La differenza comincia a emergere in quello che chiediamo all’altro. Possiamo raccontargli la nostra paura e cercare insieme un modo di vivere la distanza, oppure possiamo arrivare a chiedergli di rinunciare, come se la rinuncia fosse la prova del suo amore.


Il desiderio di vicinanza è lo stesso, ma cambia il posto che diamo alle esigenze di quella persona.


Nell’insegnamento del Cerchio Firenze 77 l’amore umano viene descritto anche nelle sue mescolanze con l’egoismo e il possesso, e la comprensione matura gradualmente. È una prospettiva spirituale che mi sembra utile per riflettere sui rapporti: possiamo riconoscere un bisogno che riguarda noi senza concludere che tutto l’affetto provato sia stato falso.



Volere il bene dell’altro e rispettare anche noi stessi


Quando parliamo di amore, il bene della persona amata ha un valore anche quando comporta qualcosa che ci dispiace. Possiamo desiderare che sia felice e fare fatica ad accettare che la sua vita prenda una direzione diversa da quella che speravamo. La difficoltà merita di essere ascoltata, mentre la sua libertà continua ad avere valore.


Anche ciò che desideriamo noi conta. In una coppia possiamo chiedere rispetto, sincerità e il mantenimento degli impegni presi insieme, e possiamo riconoscere che un rapporto non ci offre più ciò di cui abbiamo bisogno. Tenere conto dell’altro comprende la possibilità di parlare delle differenze e, quando serve, di separarci.


L’amore non ci obbliga a sopportare umiliazioni, controllo o comportamenti che ci feriscono. Possiamo provare affetto e scegliere di proteggerci, anche mentre stiamo ancora cercando di capire ciò che sentiamo.



Quanto soffriamo non basta a dire quanto amiamo


Il dolore per una separazione può riguardare la mancanza della persona, le abitudini condivise, i progetti interrotti e molte altre cose. Guardando soltanto quanto una persona soffre, non possiamo stabilire quanto ami o quanto dipenda dall’altra. E avere bisogno di tempo per stare meglio non è una colpa.


Possiamo però osservare che cosa accompagna quel dolore. Ci manca stare insieme a quella persona? Aspettiamo che torni perché il suo ritorno ci farebbe sentire di nuovo degni di essere amati? Continuiamo a cercare una conferma che il rapporto non ci ha mai dato? Sono domande che possono aprire una riflessione, senza pretendere di spiegare da sole tutta la sofferenza.


Per approfondire ciò che accade quando un rapporto ci ferisce, puoi leggere Perché certe relazioni fanno così male.



Che cosa possiamo osservare nella vita di tutti i giorni


A volte basta partire da un episodio concreto. L’altro dice di voler passare una serata per conto suo e noi ci sentiamo messi da parte. Prima di reagire possiamo provare a capire che cosa ci ha ferito: c’è un problema di attenzione che si ripete nel rapporto, oppure abbiamo interpretato quel desiderio come un rifiuto di noi? Possono esserci entrambe le cose, per questo vale la pena ascoltare e parlarne.


Possiamo chiederci anche se riusciamo a esprimere ciò che desideriamo lasciando all’altro la possibilità di rispondere sinceramente. Raccontare che abbiamo bisogno di maggiore vicinanza è diverso dal farlo sentire in colpa ogni volta che si dedica a qualcosa che non ci comprende.


Osservare questi momenti può aiutarci a conoscerci, ma sarebbe eccessivo promettere che basti accorgersi di un bisogno per superarlo. Possiamo capire qualcosa e continuare a sentirne il peso. Nel frattempo possiamo parlarne con una persona di fiducia e cercare un sostegno, anche professionale, se la situazione ci fa stare male.


Quando la difficoltà riguarda soprattutto l’allontanarsi da un rapporto che continua a farci male, il tema è approfondito in Perché non riesco a lasciare chi mi fa soffrire?



Un significato spirituale non decide il futuro di una relazione


Un legame molto intenso può portarci a cercare una spiegazione spirituale. Possiamo domandarci se ci siamo già conosciuti o se quell’incontro abbia un significato che ancora ci sfugge, ma l’intensità di ciò che proviamo non ci permette di verificarlo e non garantisce che la relazione debba continuare.


Anche quando riflettiamo sul karma, restano importanti il rapporto concreto, ciò che entrambi vogliamo e il modo in cui ci trattiamo. Attribuire un significato a un incontro non dà il diritto di trattenere una persona né crea un obbligo a restarle accanto.


Il rapporto fra incontri, cause ed esperienze è affrontato in Cos’è la relazione karmica e quanto c’entra l’amore?



Comprendere ciò che chiediamo all’amore


Forse possiamo partire da qui, da quanto ci interessa la persona che abbiamo davanti e da quanto le chiediamo di rassicurarci su noi stessi. Le risposte possono cambiare nelle diverse situazioni, e guardarle con sincerità serve più che assegnarci un’etichetta.


Possiamo desiderare vicinanza, condividere una vita e avere bisogno gli uni degli altri, cercando di riconoscere quando questo bisogno diventa una pretesa. L’affetto conserva il suo valore anche mentre scopriamo i limiti con cui lo viviamo.


Se vuoi continuare a riflettere su questi aspetti, trovi gli altri approfondimenti nella sezione Relazioni.


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Image by Abigail

​​Hai letto libri, guardato video, seguito corsi. E alla fine ti sei ritrovato con tante parole e poca chiarezza.​​

Duccio Degl'Innocenti è autore di sei Dio e non lo sai, fondatore di Spiritualità Semplice. 

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