Perché certe relazioni fanno così male
Aggiornamento: 11 ore fa
Quando una relazione ci fa soffrire, cerchiamo di capire che cosa sia successo e perché proprio quella persona sia diventata così importante. A volte c’è stata una separazione, altre volte il rapporto continua, ma ci ritroviamo a soffrire per una distanza, un silenzio o un modo di essere trattati che ci ferisce.
Perché certe relazioni fanno così male? Una parte della risposta riguarda ciò che accade fra le persone, un’altra riguarda quello che abbiamo affidato a quel rapporto: affetto, aspettative, sicurezza, il bisogno di sentirci importanti per qualcuno. Guardare entrambi gli aspetti può aiutarci a comprendere ciò che viviamo, senza attribuirci la responsabilità di ogni sofferenza.

Perché certe relazioni fanno così male
Quando amiamo qualcuno, la sua presenza entra nella nostra vita. Condividiamo abitudini, progetti, momenti che acquistano valore proprio perché li viviamo insieme. Se quella vicinanza viene meno, possiamo sentire la mancanza della persona e anche di tutto ciò che immaginavamo di costruire insieme.
Ci sono poi le parole e i comportamenti dell’altro, che hanno conseguenze reali. Essere traditi, umiliati o continuamente svalutati può far soffrire, e cercare dentro di noi una spiegazione non cancella la responsabilità di chi ci tratta in quel modo.
Prima di domandarci che cosa dovremmo comprendere, possiamo riconoscere con onestà come stiamo vivendo e che cosa sta accadendo nel rapporto.
Allo stesso tempo, una relazione può far emergere aspetti di noi che in altre situazioni vediamo meno. Possiamo accorgerci di quanto temiamo di essere lasciati, di quanto aspettiamo una conferma o di quanto il giudizio di quella persona sia diventato importante per il valore che attribuiamo a noi stessi.
Che cosa cerchiamo nell’altra persona?
Possiamo amare qualcuno e, insieme, chiedere alla sua presenza di farci sentire al sicuro. Le due cose possono convivere, per questo è difficile distinguerle quando siamo molto coinvolti.
Pensiamo a una situazione semplice: una persona si allontana e noi iniziamo a chiederci che cosa ci sia di sbagliato in noi. Dal desiderio di starle vicino passiamo alla necessità di essere scelti, come se la sua decisione potesse stabilire quanto valiamo. Il dolore riguarda allora la distanza, ma anche il significato che quella distanza ha assunto per noi.
Nell’insegnamento del Cerchio Firenze 77, conoscere se stessi comprende proprio l’osservazione di ciò che ci muove, dei desideri e delle paure che accompagnano le nostre azioni. Possiamo provare a farlo anche nei rapporti, cercando di capire che cosa chiediamo all’altro e quanto della nostra tranquillità facciamo dipendere dalla sua risposta.
Per approfondire la differenza fra l’affetto e il bisogno di trattenere una persona, puoi leggere Attaccamento affettivo e amore: perché non sono la stessa cosa.
Capire quello che accade dentro di noi richiede tempo
A volte sappiamo già che un rapporto ci fa male, eppure continuiamo a desiderare quella persona. Possiamo vedere la situazione con una certa lucidità e provare ancora affetto, rabbia, speranza o paura.
Sapere qualcosa e averlo compreso fino in fondo sono due passaggi diversi.
La comprensione di cui parlo riguarda il modo in cui viviamo l’esperienza.
Possiamo riconoscere, per esempio, che aspettiamo dall’altro la conferma di essere degni d’amore, oppure che continuiamo a sperare in una relazione molto diversa da quella che esiste. Sono aspetti da osservare con sincerità, senza pretendere di risolverli soltanto perché abbiamo trovato le parole per descriverli.
Il tempo durante il quale soffriamo, da solo, non ci dice che cosa abbiamo compreso. Non possiamo dire che una persona che sta ancora male sia meno consapevole o non si sia impegnata abbastanza. Anche la nostra esperienza merita questo rispetto.
Il dolore non dimostra che dobbiamo restare
Quando un legame è molto intenso, possiamo pensare che debba avere un significato speciale e che la sofferenza sia il prezzo da pagare per conservarlo. Ma da quanto stiamo male non possiamo ricavare quanto l’altro ci ami, né stabilire che il rapporto debba continuare.
Una prospettiva spirituale può aiutarci a riflettere sull’esperienza, ma non può trasformarsi in un obbligo a sopportare. Possiamo allontanarci da una situazione che ci ferisce e continuare a comprendere ciò che abbiamo vissuto anche dopo.
Cercare sollievo, proteggerci e chiedere aiuto sono possibilità che abbiamo anche mentre molte domande restano aperte.
Lo stesso vale per il karma. L’intensità di un incontro o la difficoltà di una separazione non ci permettono di sapere se due persone si siano già conosciute in altre vite. E un eventuale legame karmico non ci consente di promettere il ritorno di qualcuno o di imporre la durata di una coppia.
Il rapporto fra incontri, cause ed esperienze è approfondito in Cos’è la relazione karmica e quanto c’entra l’amore?
Quando ci sembra di vivere sempre la stessa storia
Può capitare di ritrovarci in rapporti diversi e riconoscere qualcosa che abbiamo già vissuto: aspettiamo ancora una persona poco disponibile, mettiamo da parte ciò che desideriamo oppure ci sentiamo continuamente in dovere di dimostrare il nostro valore.
Queste somiglianze possono diventare un’occasione per osservare le nostre scelte e le nostre reazioni. Da sole, però, non dimostrano che abbiamo attirato tutto ciò che è accaduto. In una relazione agiscono più persone, ognuna con i propri comportamenti e le proprie responsabilità.
Possiamo cominciare da un episodio concreto, chiedendoci che cosa abbiamo provato, che cosa speravamo di ottenere e che cosa abbiamo fatto per paura di perdere quella persona. Restare vicini a ciò che accade ci aiuta più di una spiegazione che pretende di ricostruire tutta la nostra storia.
Da dove possiamo continuare
Comprendere perché una relazione ci fa soffrire può cambiare il modo in cui la guardiamo. Possiamo riconoscere ciò che l’altro ha fatto, ciò che abbiamo desiderato e ciò che ora abbiamo bisogno di proteggere, lasciando che le risposte maturino senza usare il dolore per giudicarci.
L’affetto che abbiamo provato conserva il suo valore anche se il rapporto cambia o finisce. Possiamo portare con noi quello che abbiamo condiviso e, nello stesso tempo, smettere di chiedere a quella persona qualcosa che non vuole o non può darci.
Se riconosci che una relazione ti fa soffrire, ma continui a tornare indietro, il prossimo approfondimento è Perché non riesco a lasciare chi mi fa soffrire?



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