top of page

Cos’è il karma? Significato, cause ed effetti nella nostra vita

Immagine del redattore: Duccio Degl'Innocenti
Duccio Degl'Innocenti
11 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

Quando qualcuno ci ferisce, può capitare di pensare che prima o poi il karma gli presenterà il conto. È una reazione comprensibile, soprattutto se ci sembra di aver subito un’ingiustizia, ma se vogliamo capire cos’è il karma dobbiamo andare oltre il desiderio che le cose si rimettano a posto a nostro favore.


Il karma è il rapporto tra l’attività di un individuo e gli effetti che ne derivano attraverso i quali si sviluppa la coscienza.


il gesto e le sue conseguenze, spiritualità semplice

Cos’è il karma e come funziona


Possiamo partire da una cosa semplice: ciò che facciamo produce conseguenze. Se trascuriamo una relazione, possiamo contribuire ad allontanarci dall’altra persona; se le dedichiamo tempo e attenzione, creiamo condizioni diverse. Sono esempi quotidiani di causa ed effetto, che aiutano ad avvicinarsi al concetto, anche se il karma comprende un percorso più ampio di quello che riusciamo a osservare in una singola situazione.


L’attività che mette in moto il karma comprende anche i pensieri, i desideri e le emozioni, quindi, quello che accade dentro di noi ha un ruolo nel processo.


Il desiderare di un'azione conta quanto la sua manifestazione esteriore, aiutare qualcuno perché ci interessa il suo benessere e aiutarlo per ottenere qualcosa in cambio possono sembrare la stessa cosa a chi ci guarda, ma nascono da condizioni interiori diverse.


Il punto centrale è ciò che l’esperienza produce nella coscienza, intesa qui come comprensione maturata.


Possiamo sapere che un comportamento fa male agli altri e continuare a ripeterlo, magari trovando ogni volta una giustificazione. Quando invece lo comprendiamo davvero, cambia anche ciò che ci spinge a comportarci in quel modo.



Il rapporto tra causa, effetto e comprensione


La legge di causa ed effetto, come ho detto, riguarda l’attività fisica, le sensazioni e il pensiero. Una causa può essere mossa volontariamente oppure senza che ce ne rendiamo conto e l’effetto rimane legato alla natura di ciò che l’ha generato. L’assenza di un’intenzione cosciente di fare del male, da sola, non annulla le conseguenze di un’azione.


Nel percorso karmico l’effetto riguarda l’individuo che ha mosso la causa e nessun altro ha la possibilità di stornare o accollarsi la conseguenza, la quale ha la funzione di sviluppare la comprensione che gli mancava.


Per questo il legame tra causa ed effetto non si esaurisce nella somiglianza tra due avvenimenti: chi ha rubato non deve necessariamente subire un furto identico, e un gesto apparentemente generoso può nascondere un interesse personale che resta da comprendere.


Anche il momento in cui l’effetto si manifesta è legato alla possibilità di ricavare comprensione dall’esperienza. Le condizioni necessarie possono maturare nel tempo e, in questa visione, anche attraverso più esistenze.


Da qui, però, non possiamo dedurre quando arriverà una conseguenza o quale forma avrà, perché non conosciamo l’intera concatenazione, la cosa che possiamo affermare, secondo questa visione, è che l'effetto non cade mai a vuoto e porta sempre comprensione anche se non ce ne accorgiamo



Il karma punisce chi fa del male?


Se pensiamo al karma come a una punizione, finiamo per immaginare qualcuno che controlla le nostre azioni e decide quanto dobbiamo soffrire.


La sua funzione, invece, è la formazione della coscienza attraverso le conseguenze dell’attività. La differenza è importante, perché una pena può essere subita senza comprendere nulla, mentre qui il senso del processo sta proprio nella comprensione che si sviluppa.


Il dolore fa parte di molte esperienze umane, ma non è una misura del valore di una persona. Vedere qualcuno soffrire non ci permette di stabilire che cosa abbia fatto, quanto abbia compreso o perché si trovi in quella condizione.


Su questo equivoco puoi approfondire con l'articolo Il karma punisce?



Esistono un karma positivo e uno negativo?


Nel linguaggio comune queste espressioni indicano soprattutto conseguenze piacevoli o dolorose. Possono essere utili per capirsi, purché non diventino una classifica delle persone fortunate e di quelle che avrebbero qualcosa da scontare. Una condizione favorevole, da sola, non dimostra una maggiore maturità interiore, così come una difficoltà non dimostra il contrario.


Anche il bene fatto aspettando una ricompensa conserva un interesse personale.


Possiamo comportarci correttamente e, nello stesso tempo, essere molto preoccupati di ciò che ne ricaveremo. Guardare il movente aiuta a comprendere perché il karma sia più complesso dell’idea di accumulare buone azioni per assicurarci una vita senza problemi.



Karma e reincarnazione: che cosa continua


Il rapporto con la reincarnazione nasce dalla continuità dell’individuo oltre la singola vita. Cambiano il corpo, la biografia e la personalità, mentre il percorso della coscienza prosegue attraverso altre esperienze. La comprensione acquisita non coincide con il ricordo cosciente degli episodi attraverso cui è maturata.


Le cause e i loro effetti possono quindi estendersi oltre un’incarnazione. Questo principio non ci permette di attribuire una malattia o una relazione difficile a una precisa vita precedente, né di affermare che l'anima abbia scelto prima di nascere tutto ciò che avrebbe vissuto.


Il rapporto tra le diverse esistenze è approfondito in Karma e reincarnazione.



Il karma lascia spazio alla libertà?


La nostra possibilità di scegliere si esercita dentro condizioni che non dipendono tutte da noi. Ci sono conseguenze già in atto, limiti personali e comportamenti degli altri con cui dobbiamo confrontarci. Avere una possibilità di scelta non equivale quindi a poter cambiare qualsiasi cosa attraverso la volontà.


La libertà cresce insieme alla coscienza e quindi all'evoluzione, perché una comprensione più ampia permette di sottrarsi agli impulsi che prima ci trascinavano quasi automaticamente. È un cambiamento che riguarda ciò che siamo capaci di comprendere e di fare, non soltanto ciò che decidiamo con la testa.


Puoi approfondire questo punto con Karma e libertà: sei davvero libero di scegliere?



Perché le esperienze di più persone si intrecciano


Nessuno vive isolato. Le nostre azioni entrano nella vita degli altri e le loro decisioni possono avere conseguenze molto concrete sulla nostra. Il karma individuale va quindi considerato dentro un intreccio di rapporti familiari, sociali e collettivi, in cui uno stesso avvenimento coinvolge persone con storie differenti.


Chi danneggia un’altra persona resta responsabile del proprio comportamento. Richiamare il karma non giustifica un abuso e non dà motivo di lasciare qualcuno nella sofferenza. Anche intervenire, proteggersi e aiutare fanno parte delle azioni che producono conseguenze.


L’intreccio fra i percorsi individuali e collettivi è sviluppato nell’articolo sul karma collettivo.



Possiamo sapere perché ci accade qualcosa?


Davanti a una perdita o a una grave difficoltà è naturale cercare un perché. Il limite è che conoscere un principio generale non ci dà accesso alla storia che ha mosso le cause del karma di una persona. Attribuire una sofferenza a una causa passata specifica sarebbe una conclusione che non siamo in grado di verificare.


Per questo eviterei di dire a chi soffre che quell’esperienza è per il suo bene. Il significato che una persona potrà eventualmente riconoscere nel proprio percorso le appartiene, e non spetta a noi assegnarglielo dall’esterno.


La domanda sul senso delle disuguaglianze e delle esperienze dolorose è affrontata in Perché la vita è ingiusta?



Che cosa significa sciogliere il karma


Nel senso evolutivo, sciogliere il karma riguarda la comprensione che modifica il modo di essere dell’individuo. Se cambia ciò che ci spinge ad agire, cambia anche il genere di cause che mettiamo in movimento. Rimaniamo comunque dentro la legge di causa ed effetto, perché anche una scelta più consapevole può produrre conseguenze.


La comprensione non garantisce che un problema concreto scompaia o che gli effetti già avviati si interrompano. Possiamo cambiare profondamente e dover ancora affrontare una situazione difficile. Sarebbe quindi fuorviante giudicare la nostra crescita soltanto da quanto velocemente migliorano le circostanze della nostra vita.


Nella vita quotidiana questa prospettiva può aiutarci a osservare con più sincerità ciò che facciamo: quale interesse ci muove, come trattiamo gli altri, quali conseguenze riconosciamo e che cosa siamo ancora restii ad ammettere. Sono domande che possiamo porci nel presente, anche senza conoscere tutto il percorso che ci ha portati fin qui.



Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
Image by Abigail

​​Hai letto libri, guardato video, seguito corsi. E alla fine ti sei ritrovato con tante parole e poca chiarezza.​​

Duccio Degl'Innocenti è autore di sei Dio e non lo sai, fondatore di Spiritualità Semplice. 

I contenuti del sito:

  • sono da considerarsi opinioni personali derivate da studi ed esperienze

  • non costituiscono consulenza medica, psicologica, legale o professionale;

  • non sostituiscono il parere di professionisti qualificati;

  • sono fruiti dall’utente sotto la propria esclusiva responsabilità.

bottom of page